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Dominio, hosting ed email professionale: guida per chi parte da zero

Dominio e hosting sono le due basi di qualsiasi sito, e l’email professionale di solito viaggia insieme a loro. Il dominio è l’indirizzo, per esempio tuonome.it. L’hosting è lo spazio dove vive il sito, cioè un computer sempre acceso che lo mostra a chi lo visita. L’email professionale, infine, è la casella con il tuo dominio, come nome@tuonome.it. Se parti da zero, qui trovi cosa scegliere, quanto spendere e quali errori evitare.

Dominio e hosting con email professionale: guida di Marco D'Amico, web designer a Cosenza

Cosa sono dominio e hosting, in parole semplici

Pensa a un negozio. Il dominio è l’insegna con l’indirizzo, quello che le persone ricordano e scrivono. L’hosting, invece, è il locale in affitto dove tieni la merce. Puoi cambiare locale senza cambiare insegna, e viceversa. Per questo dominio e hosting si possono comprare anche da fornitori diversi.

Il dominio si registra per un anno alla volta e poi si rinnova. Anche l’hosting è un servizio in abbonamento, di solito annuale. Quando uno dei due scade, il sito smette di funzionare. Spesso si fermano anche le email, se usano lo stesso dominio.

Come scegliere il nome a dominio

Un buon nome a dominio ha poche caratteristiche, ma tutte importanti:

  • è corto e facile da dettare al telefono;
  • non ha trattini o numeri, se puoi evitarli;
  • è uguale o molto simile al nome dell’attività;
  • usa l’estensione giusta: .it per chi lavora in Italia, .com se hai molti clienti all’estero.

I domini .it sono gestiti dal Registro italiano, che trovi su nic.it. Lì puoi anche verificare a chi è intestato un dominio. Un consiglio che do a tutti: il dominio deve essere intestato a te o alla tua azienda, non al web designer o all’agenzia. Mi è capitato più volte di aiutare persone che non riuscivano a spostare il sito, perché il dominio era a nome di qualcun altro. Recuperarlo si può, però servono tempo e pazienza.

Prima di registrarlo, controlla anche che il nome non ricordi marchi altrui. Un nome troppo simile a quello di un’altra azienda crea confusione e, a volte, problemi legali. Già che ci sei, verifica che sia libero anche sui social che usi.

Sul costo, un dominio .it o .com costa in genere da circa 10 a 30 euro l’anno. Diffida delle offerte a pochi centesimi il primo anno, perché spesso il rinnovo costa molto di più.

Quale hosting serve per un piccolo sito

Per un sito vetrina o un blog basta un hosting condiviso di buona qualità. In pratica condividi il server con altri siti, ma con risorse sufficienti. Se invece hai un e-commerce con molti prodotti o tante visite, conviene un hosting gestito per WordPress o un server virtuale.

Quando scelgo dominio e hosting per un cliente, guardo prima di tutto quattro cose:

  • server in Europa, utile anche per il GDPR;
  • backup automatici giornalieri, con un ripristino semplice;
  • certificato SSL gratuito incluso, per avere il lucchetto e l’https;
  • assistenza in italiano che risponde davvero.

Sui backup faccio sempre una domanda in più: dove finiscono? Se stanno sullo stesso server del sito, un guasto grave li porta via insieme a tutto il resto. Meglio avere una copia anche altrove.

Un buon hosting condiviso costa da circa 50 a 150 euro l’anno. Un hosting gestito o un server virtuale va invece da circa 200 a 600 euro l’anno. Risparmiare troppo qui si paga dopo, in velocità e in sicurezza. La risposta del server, infatti, pesa anche sui Core Web Vitals.

L’email professionale con il tuo dominio

Una casella gratuita va bene per uso personale. Per lavoro, però, un indirizzo con il tuo dominio comunica serietà e ti rende riconoscibile. Inoltre resta tuo anche se un giorno cambi fornitore.

Le strade sono due. La prima è usare le caselle incluse nell’hosting: costano poco o nulla, ma spesso hanno spazio limitato e filtri antispam meno efficaci. La seconda è un servizio dedicato come Google Workspace o Microsoft 365, con un costo mensile per ogni utente. Per uno studio con più persone, di solito consiglio la seconda.

Decidi poi fin da subito quali indirizzi ti servono. Di solito bastano un indirizzo generico e uno personale per ogni persona. Troppe caselle finiscono per non leggerle nessuno.

In ogni caso vanno configurati i record SPF, DKIM e DMARC. Sono impostazioni del dominio che dicono ai provider chi può spedire a tuo nome. Senza, le tue email finiscono più facilmente nello spam. Gmail li chiede espressamente, come spiegano le linee guida per i mittenti di email.

Gli errori più comuni di chi parte da zero

Negli anni ho visto ripetersi sempre gli stessi problemi:

  • dominio intestato al fornitore invece che al cliente;
  • rinnovo automatico disattivato, con il sito che sparisce senza preavviso;
  • credenziali di accesso perse o conservate solo dall’ex fornitore;
  • dominio e hosting presi con un’offerta economica difficile da trasferire;
  • email importanti su una casella senza nessun backup.

Il secondo punto è più frequente di quanto pensi. Quando un sito va offline all’improvviso, la prima cosa che controllo è la scadenza del dominio. Spesso la carta di credito collegata era scaduta. Per questo conviene annotare le scadenze e usare per gli avvisi un indirizzo sempre attivo.

Anche le credenziali in mani sbagliate sono un rischio, e non solo di comodità. Un accesso rimasto aperto è una delle porte più usate negli attacchi, come spiego nella guida su cosa fare con un sito hackerato.

Dominio e hosting insieme o separati?

Per chi parte, tenere tutto presso lo stesso fornitore è più comodo. Hai un solo pannello, una sola fattura e meno configurazioni. Tuttavia tenere separati dominio e hosting offre più libertà. Se l’hosting ha problemi, sposti il sito senza toccare il dominio e le email.

La mia regola è semplice: qualunque scelta fai, le credenziali le conservi tu. Tieni in un posto sicuro l’accesso al pannello, il codice di trasferimento del dominio e i dati di fatturazione. Così resti sempre libero di cambiare.

Se il sito lo segue un professionista, dagli un accesso da collaboratore e non le tue credenziali principali. Quando il rapporto finisce, revochi l’accesso con un clic.

Domande frequenti su dominio e hosting

Posso trasferire il dominio a un altro fornitore?

Sì. Serve un codice di autorizzazione, chiamato AuthInfo, che il fornitore attuale deve darti. Di solito il trasferimento si completa in pochi giorni.

Serve la PEC oltre all’email professionale?

Sono due cose diverse. La PEC ha valore legale ed è obbligatoria per le imprese e per i professionisti iscritti agli albi. L’email professionale serve invece alla comunicazione quotidiana con i clienti.

Il certificato SSL si paga a parte?

Quasi mai. La maggior parte degli hosting include un certificato gratuito. Serve per l’https e per il lucchetto nel browser, e oggi è un requisito di base.

Se vuoi partire con le basi giuste, posso occuparmi io di dominio, hosting, email e configurazioni. Trovi i dettagli nel servizio di realizzazione siti web e in quello di consulenza informatica e sicurezza. Oppure scrivimi e ti spiego cosa serve nel tuo caso.