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Rifare il sito web o ottimizzarlo? Come capire cosa conviene

Rifare il sito web conviene quando il problema sta nelle fondamenta: tecnologia superata, struttura confusa, impossibilità di aggiornarlo da soli. Se invece il sito regge ma è lento, poco visibile o con testi deboli, spesso basta ottimizzarlo. La scelta cambia molto il budget e i tempi. Qui ti spiego come la valuto io, con alcuni segnali concreti che puoi controllare anche da solo.

Rifare il sito web o ottimizzarlo: i consigli di Marco D'Amico, web designer a Cosenza

Quando ottimizzare è sufficiente

Molti siti hanno una base solida e solo qualche difetto. Per esempio pagine lente, immagini troppo pesanti, testi scritti di fretta, un modulo contatti che non arriva. Sono problemi seri, però si risolvono senza buttare tutto. In questi casi un intervento mirato costa meno e dà risultati in poche settimane. Gli interventi tipici sono questi:

  • compressione delle immagini e cache, per rendere il sito più veloce;
  • riscrittura dei testi delle pagine principali;
  • aggiornamento di WordPress, tema e plugin;
  • sistemazione di titoli, meta description e dati strutturati;
  • correzione dei moduli e del tracciamento dei contatti.

Quando mi chiedono di rifare il sito web, a volte scopro che il vero problema sono due o tre pagine scritte male. Sistemate quelle, le richieste ripartono.

Ottimizzare ha anche un vantaggio nascosto. Non tocchi gli indirizzi delle pagine, quindi non rischi di perdere le posizioni che hai già su Google. Se il sito porta già contatti, questo conta parecchio. Sulla parte tecnica trovi i dettagli nella pagina dedicata alle prestazioni del sito web.

Segnali che è ora di rifare il sito web

Ci sono casi in cui ottimizzare vuol dire solo rimandare. Ecco i segnali che mi fanno consigliare di rifare il sito web:

  • il sito non si vede bene da smartphone e il tema non permette di sistemarlo;
  • usa una tecnologia abbandonata, o un tema che non riceve aggiornamenti da anni;
  • per cambiare una riga di testo devi chiamare qualcuno;
  • l’attività è cambiata: nuovi servizi, nuovo pubblico, nuovo marchio;
  • ogni aggiornamento rompe qualcosa, e nessuno sa più come è stato costruito.

Quando mi arriva un sito da valutare, la prima cosa che controllo è la base tecnica. Guardo la versione di PHP, lo stato del tema e quanti plugin sono installati senza motivo. Se trovo un tema modificato da qualcuno che non c’è più, senza documentazione, di solito il conto dei rattoppi supera quello di un lavoro nuovo.

Un sito vecchio e mai aggiornato, poi, è anche più esposto agli attacchi. Se ti è già capitato, leggi cosa fare con un sito hackerato.

Come fare un controllo in un’ora

Prima di decidere, raccogli qualche dato. Non servono strumenti a pagamento. Innanzitutto apri PageSpeed Insights e analizza la home e una pagina di servizio. Guarda soprattutto i risultati da mobile. Poi apri Search Console, se è collegata, e controlla quali pagine ricevono visite da Google.

Dopo, prova il sito da telefono come farebbe un cliente. Cerca un servizio, compila il modulo, chiama dal numero in pagina. Infine chiediti se i testi descrivono ancora quello che fai oggi. Guarda anche i contatti. Quante richieste arrivano dal sito ogni mese? Se non lo sai, è già un’informazione utile, perché significa che nessuno sta misurando se il sito lavora. Con queste risposte hai già un’idea chiara. Per capire meglio i numeri sulla velocità, leggi l’articolo sui Core Web Vitals.

Rifare il sito web senza perdere posizioni su Google

Il rischio più grande di un rifacimento non è estetico. È perdere il traffico costruito in anni. Succede quando cambiano gli indirizzi delle pagine e nessuno imposta i reindirizzamenti. Google trova errori al posto delle pagine vecchie e, di conseguenza, le posizioni scendono.

Per questo, prima di rifare il sito web, preparo sempre una mappa. Elenco le pagine attuali, le visite di ciascuna e il nuovo indirizzo corrispondente. Poi imposto i reindirizzamenti 301, uno per uno. Google descrive la procedura nella guida sul trasferimento di un sito con modifiche agli URL. Dopo la pubblicazione controllo Search Console per qualche settimana, così correggo subito eventuali errori.

Anche i contenuti che funzionano vanno salvati. Una pagina che porta contatti da anni si migliora, ma non si cancella.

Un altro errore frequente riguarda titoli e descrizioni delle pagine. Nel nuovo sito restano vuoti, oppure vengono copiati uguali ovunque. Così Google perde informazioni che prima aveva. Per questo li riscrivo pagina per pagina, partendo da quelli vecchi che funzionavano.

Costi e tempi del rifacimento del sito

Un’ottimizzazione mirata costa in genere da qualche centinaio di euro fino a circa 1.500 euro. Dipende da quanto c’è da sistemare. I tempi vanno da pochi giorni a qualche settimana.

Rifare il sito web, invece, costa più o meno come un sito nuovo. Per un sito vetrina si parte da circa 1.500 euro, mentre per un sito aziendale più ricco o un e-commerce la cifra sale parecchio. I prezzi nel dettaglio li trovi nell’articolo su quanto costa un sito web. Considera poi uno o due mesi di lavoro, perché testi e foto vanno rivisti.

Esiste anche una via di mezzo. A volte si rifanno grafica e struttura mantenendo lo stesso WordPress e gli stessi contenuti. In pratica si spende meno e si rischia meno sul fronte SEO.

Come decido insieme ai miei clienti

Non propongo mai un rifacimento senza aver visto i dati. Se il sito porta risultati e ha una base sana, consiglio di ottimizzarlo. Se invece blocca l’attività, o tenerlo in piedi costa più che rifarlo, allora è il momento di ripartire. Anche se è la scelta più costosa, a volte è quella che fa risparmiare negli anni successivi.

Conta anche il momento. Se stai per cambiare marchio, aprire una nuova sede o lanciare un servizio importante, conviene far coincidere il rifacimento con quella novità. Invece, in un periodo di lavoro intenso, meglio un intervento più piccolo, rimandando il resto di qualche mese.

Un criterio pratico: somma quanto hai speso negli ultimi due anni per interventi di emergenza. Se la cifra si avvicina al costo di un sito nuovo, la risposta ce l’hai già.

Domande frequenti sul rifacimento del sito

Se rifaccio il sito posso tenere il mio dominio?

Sì, e conviene. Il dominio è tuo e resta lo stesso, cambia solo quello che c’è sopra. Anche le caselle email possono restare dove sono.

Durante i lavori il sito resta online?

Sì. Lavoro su una copia separata e pubblico solo quando tutto è pronto e controllato. Di solito il passaggio richiede poche ore.

Ogni quanto va rifatto un sito?

Non c’è una scadenza fissa. Un sito ben costruito e aggiornato dura anche cinque o sei anni. In genere si rifà quando cambia l’attività o quando la tecnologia non regge più.

Se non sai se rifare il sito web o sistemarlo, posso guardarlo io. Scopri il servizio di realizzazione siti web oppure chiedimi una valutazione del tuo sito. Ti dico con franchezza quale strada sceglierei, anche quando è quella che costa meno.